| laboratorio_poesia2010 |
Laboratorio di Poesia 2010 Il Laboratorio di Poesia si presenterà anche quest’anno come occasione per approfondire l’esperienza di lettura e di scrittura della poesia del ‘900 e contemporanea. Avvalendosi innanzitutto delle competenze presenti tra i docenti del direttivo del Centro di Poesia e aprendosi all’intervento di poeti italiani e stranieri, il Corso di Poesia avrà come scopo quello di presentare alcuni tra i principali protagonisti della poesia del Novecento. Verranno inoltre trattati problemi di critica letteraria, di traduzione e alcuni aspetti riguardanti la scrittura creativa. A chi è rivolto Studenti della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere come attività alternative al tirocinio. Il corso ha validità 3 crediti formativi. Facoltà di Lettere e Filosofia: attività di laboratorio in accordo con gli insegnamenti del Prof. Alberto Bertoni e del Prof. Fabrizio Frasnedi. Quando e dove Per iscriversi: gli studenti della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere possono iscriversi attraverso il portale della Facoltà. Gli studenti della Facoltà di lettere e Filosofia, inviando una mail a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo con oggetto “Laboratorio di Poesia 2010”, con nome, cognome, facoltà, numero di telefono e numero di matricola. Il laboratorio è aperto a tutti ma si darà precedenza agli studenti dell’Università di Bologna. Quest’anno avremo il Professor Daniele Maria Pegorari della Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari e Foggia e il Professor Bertoni, Colangelo e Ceccherelli dell’Università di Bologna.
Le lezioni si svolgeranno in Aula Carducci, via Zamboni 33 - Bologna. CALENDARIO LEZIONI LABORATORIO DI POESIA 2010
DANIELE MARIA PEGORARI Daniele Maria Pegorari (1970) divide il suo impegno scientifico e didattico fra la Letteratura italiana contemporanea e la Filologia dantesca nelle lauree specialistiche della Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari e Foggia. Cofondatore nel 2000 di “incroci” e curatore scientifico di una sezione dell’annuario internazionale “Dante”, dirige collane di ricerche e testi (“Officina” di Stilo e “Le ciliegie” di Palomar), collabora con numerose riviste accademiche e militanti ed è consulente di alcune casa editrici nazionali . Tra i suoi libri segnaliamo tre volumi su Mario Luzi e il “Vocabolario dantesco della lirica italiana del Novecento (Paolomar, Bari 2000), oltre alle sue due ultime pubblicazioni “Puglia in versi” e “Critico e Testimone”. Critico e TestimoneIl 18 aprile 1948 si celebrano le prime elezioni politiche della Repubblica italiana. Sessant'anni dopo, il 14 aprile 2008, altre elezioni liquidano forse definitivamente la cultura dell'antifascismo e spalancano scenari nuovi che qualcuno comincia a chiamare post-repubblica o post-democrazia. La sensazione che una fase storica si sia chiusa motiva l'azzardo della storicizzazione di una civiltà poetica che nasce dagli incubi sottesi ad alcune scritture europee di inizio Novecento e che si articola su tutto il territorio nazionale, attraverso quattro o cinque generazioni in parte ancora attive. Fare storia della letteratura contemporanea vuol dire allora soprattutto "raccontare" ciò di cui si è a conoscenza, con un atteggiamento né assertivo né classificatorio, bensì curioso sia dei percorsi autoriali più consolidati nella tradizione critica, sia di quelli più insoliti. Le quattro larghe 'inquadrature' (la metafisica, lo sperimentalismo, la neo-dialettalità e il realismo) entro cui sono proposte le singole figure - da Luzi a Sanguineti, da Loi a Viviani, da D'Elia a Rondoni - prevedono primi piani e panoramiche che dipendono solo dalla posizione ideale assunta dal critico testimone, non dalla presunzione di proporre gerarchie o proporzioni fra gli accadimenti storici e letterari di un tempo di crisi che non ammette "canoni", ma sollecita la promozione di un senso critico diffuso. ALBERTO BERTONI Alberto Bertoni, nato a Modena nel 1955, è – dal 1 ° novembre 2002 – professore associato di Letteratura italiana contemporanea presso il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Bologna. Membro presso il suddetto Dipartimento della Commissione per la Biblioteca, è stato nominato dal Rettore d'Ateneo responsabile per i rapporti tra la sua Università e quella di Pecs, in Ungheria. Dirige per Book Editore le collane di poesia contemporanea “Fuoricasa” e “Quaderni di Fuoricasa”, è consulente scientifico del “PoesiaFestival” di Castelnuovo Rangone, nonché presidente - succedendo a Raffaele Crovi - della Giuria del Premio di poesia “Spiaggia di velluto”, a Senigallia, nonché membro fondatore e componente di diritto del Consiglio direttivo del Centro di Poesia contemporanea dell'Università di Bologna. Dal 2008 cura il diario critico dell'Almanacco dello Specchio Mondadori. La poesia. Come si legge e come si scrive (il Mulino, Bologna 2006) Il rapporto tra chi legge e chi scrive poesia, oggi in Italia, è circa di uno a mille. Naturalmente non è possibile insegnare a diventare poeti. Tuttavia, questo libro intende dimostrare - con esempi tratti dagli autori più grandi della tradizione occidentale, da Dante a Leopardi, da Petrarca a Ungaretti, da Baudelaire a Pessoa, da Celan a Brodskij - che un'autentica, possibile e anzi auspicabile educazione alla poesia può darsi solo se, dai primi tentativi di creazione in proprio, si impara a muovere verso l'acquisizione di una capacità vera di lettura del testo poetico. E leggere la poesia, per poi magari prendere a scriverla in prima persona secondo la competenza nel frattempo acquisita, equivale a possedere tutte le tecniche che innervano il suo "fare", le necessarie nozioni storiche, ma anche una rinnovata disponibilità all'ascolto. STEFANO COLANGELOLaureato in Letteratura italiana all'Università di Bologna, dal 2006 insegna Letteratura italiana contemporanea al Dams, e dal 2009 Metrica per il corso di Laurea Magistrale in Italianistica, Culture letterarie europee, Scienze linguistiche. Il soggetto nella poesia del Novecento italianoLungo un itinerario che dagli anni trenta del Novecento giunge sino ai nostri giorni, il volume ripercorre le recenti declinazioni e metamorfosi dell'"io" poetico, indagandone le essenziali aperture dialogiche verso il mondo esterno e l'irriducibile molteplicità interiore. Dal dialogo serrato con la storia contemporanea del "Diario d'Algeria" di Vittorio Sereni alla critica civile pasoliniana, dal paesaggio psichico di Andrea Zanzotto alla lotta per la sopravvivenza dell'"io" - personaggio di Edoardo Sanguineti - , si analizzano le relazioni tra il soggetto e le dimensioni del tempo, dello spazio e del linguaggio, attraversate da fondamentali cambiamenti culturali e sociali, che si riflettono nei temi inediti e nelle innovative soluzioni stilistiche delle opere in versi. ANDREA CECCHERELLI Andrea Ceccherelli (1970) si laurea in Lingua e Letteratura Polacca con tesi su Aspetti del pensiero e dell'opera di Tadeusz Miciński presso l’Università di Firenze, conseguendo poi il titolo di dottore di ricerca in Slavistica alla Sapienza di Roma. dal 2005 insegna come professore associato presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università di Bologna. È membro del Direttivo del Centro di Poesia Contemporanea di Bologna e Cofondatore e coredattore di «Pl.it. Rassegna italiana di argomenti polacchi». Vincitore del premio Città di Monselice per la Traduzione Letteraria e Scientifica nella categoria “Leone Traverso Opera Prima” 2003, per l'opera: Czesław Miłosz, Il cagnolino lungo la strada, Adelphi, Milano 2002. Schegge di insolente sapienza Alle soglie dei novant'anni, in modo del tutto imprevisto, Milosz apre il cassetto segreto del suo tavolo da lavoro, e con spregiudicata disinvoltura si racconta, proiettando in un vivace diorama tutta la sua vita intellettuale e creativa. Frammenti narrativi o filosofici si alternano a poesie, aforismi, aneddoti; saggi brevi, citazioni, criptici ritratti di scrittori compaiono accanto a scorci di paesaggio, ricordi personali, canzoni, resoconti giornalistici, perfino al biglietto di una piccola ammiratrice... Ma ciò che rende il libro memorabile è la perspicacia sarcastica di colui che osserva: un vecchio sapiente legge con beffardo humour la cupa storia del suo tempo, e discorre con disincantata leggerezza dell'amore e dell'illogicità del vivere, della bellezza e della giovinezza insidiate dall'inesorabile vecchiaia, delle labili favole della specie umana, troppo dimentica di pietà e stupore di fronte alla ricchezza infinita del mondo che si illude di dominare. Paolo Lagazzi (Parma 1949) è tra i saggisti più originali emersi in Italia negli ultimi quindici anni. Si è occupato di svariati argomenti, dalla letteratura alla pittura al cinema, dal romanzo giallo alla magia, dalle fiabe alla poesia giapponese, al buddismo Zen. Per i “Meridiani” Mondadori ha curato le Opere in versi e in prosa di Attilio Bertolucci (1997) e La civiltà letteraria europea da Omero a Nabokov di Pietro Citati (2005). Forme della leggerezza (in uscita ad aprile 2010) In un mondo troppo spesso dominato dal dèmone della pesantezza, dalla rigidità delle idee e dal risucchio asfissiante delle cose, Paolo Lagazzi ha cercato per anni, nella letteratura e nell’arte, l’orizzonte della leggerezza. Questa ricerca lo ha portato in molti luoghi, tra svariatissime forme dell’esperienza e dell’intuizione. Spostandosi dall’antichità ai giorni nostri e dall’Occidente a diversi Orienti, confrontandosi con classici supremi come Omero, Apuleio, Keats, Leopardi, e con autori decisivi del Novecento, da d’Annunzio a Francis Scott Fitzgerald a Gaston Bachelard, scavando tra maestri segreti o tra scrittrici dimenticate, ma di alto valore, come Fernanda Romagnoli, in questo libro il saggista ci avvicina a opere capaci di trascinarci nei voli fatali della rêverie e nella danza rapinosa delle immagini, ci immerge entro pagine vibranti del movimento della vita, aperte al gioco ondoso, erratico, del possibile e dell’impossibile.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Cerca